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Anatomia dell'occhio: le parti dell'occhio e come funziona la vista
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Anatomia dell'occhio: le parti dell'occhio e come funziona la vista

2 Nov 2026Salute visiva

Cornea, iride, pupilla, cristallino, retina, nervo ottico: una guida semplice alle parti dell'occhio, a cosa serve ciascuna e a come nasce un'immagine nitida. Con uno schema illustrato e le risposte alle domande più comuni.

L'occhio umano è una piccola sfera di circa 23-24 millimetri di diametro, poco più grande di una moneta da un centesimo. In questo spazio ridotto lavorano insieme una decina di strutture diverse, ciascuna con un compito preciso: far entrare la luce, metterla a fuoco, trasformarla in segnali nervosi e inviarli al cervello. Conoscerle aiuta a capire cosa succede quando la vista cala e perché un controllo periodico ha senso anche se si vede bene.

Le parti dell'occhio, dall'esterno all'interno

Il bulbo oculare è formato da tre strati concentrici. Quello esterno, bianco e robusto, è la sclera, che davanti diventa trasparente e prende il nome di cornea. Lo strato intermedio è la coroide, ricca di vasi sanguigni, che davanti si prolunga nel corpo ciliare e nell'iride. Lo strato interno è la retina, il tessuto che percepisce la luce. All'interno, il bulbo è riempito da due liquidi: l'umor acqueo nella parte anteriore e l'umor vitreo in quella posteriore. In mezzo, sospeso dietro l'iride, sta il cristallino.

Anatomia dell'occhio: sezione del bulbo oculare con cornea, iride, pupilla, cristallino, corpo ciliare, umor vitreo, sclera, coroide, retina, macula e nervo ottico
Anatomia dell'occhio: sezione del bulbo oculare con cornea, iride, pupilla, cristallino, corpo ciliare, umor vitreo, sclera, coroide, retina, macula e nervo ottico

Cornea

La cornea è la calotta trasparente che copre la parte anteriore dell'occhio. Ha un diametro di circa 11-12 millimetri e uno spessore di mezzo millimetro. Non contiene vasi sanguigni, e proprio per questo è trasparente: si nutre dalle lacrime e dall'umor acqueo. È la lente più potente dell'occhio, perché da sola fornisce circa due terzi del potere di messa a fuoco. Per questo basta una piccola irregolarità della sua curvatura per produrre un difetto visivo come l'astigmatismo, e per questo una sua deformazione progressiva, come nel cheratocono, rende gli occhiali sempre meno efficaci.

Iride e pupilla

Dietro la cornea, separata da uno spazio pieno di umor acqueo, c'è l'iride: l'anello colorato dell'occhio. Al centro dell'iride si apre la pupilla, che non è una struttura ma un foro. L'iride funziona come il diaframma di una macchina fotografica: i suoi muscoli allargano la pupilla al buio, fino a circa 8 millimetri, e la restringono in piena luce, fino a 2 millimetri, regolando la quantità di luce che entra. Il colore dell'iride dipende solo dalla quantità di melanina presente e non ha alcun effetto sulla qualità della vista.

Umor acqueo

L'umor acqueo è un liquido limpido prodotto in continuazione dal corpo ciliare. Riempie lo spazio tra cornea e cristallino, nutre i tessuti che non hanno vasi sanguigni e mantiene la pressione interna dell'occhio. Viene drenato attraverso un sistema di canali nell'angolo tra iride e cornea. Se il drenaggio rallenta, la pressione sale: è il meccanismo alla base del glaucoma, una malattia che non dà sintomi per anni e che si intercetta solo misurando la pressione oculare.

Cristallino, corpo ciliare e zonula

Il cristallino è una lente biconvessa, elastica e trasparente, grande quanto una lenticchia. È sospeso dietro l'iride da un anello di sottili filamenti, la zonula di Zinn, collegati al muscolo del corpo ciliare. Quando il muscolo si contrae, la zonula si allenta e il cristallino si fa più bombato: è così che l'occhio mette a fuoco da vicino. Questo meccanismo si chiama accomodazione. Con gli anni il cristallino perde elasticità e l'accomodazione si riduce: è la presbiopia, che compare in genere dopo i 40-45 anni. Quando invece il cristallino perde trasparenza si parla di cataratta.

Umor vitreo

Dietro il cristallino, la cavità più grande dell'occhio è riempita dall'umor vitreo, una sostanza gelatinosa e trasparente che rappresenta circa i due terzi del volume del bulbo. Dà forma all'occhio e tiene la retina aderente alla parete. Con l'età il vitreo tende a diventare più liquido e a staccarsi dalla retina: è il motivo per cui molte persone vedono comparire "mosche volanti" o piccoli filamenti nel campo visivo.

Sclera e coroide

La sclera è la parte bianca dell'occhio: un involucro resistente di fibre di collagene che protegge le strutture interne e dà inserzione ai sei muscoli che muovono il bulbo. Sotto la sclera si trova la coroide, una membrana scura e piena di vasi sanguigni che nutre gli strati esterni della retina e assorbe la luce in eccesso, evitando riflessi interni.

Retina, macula e fovea

La retina è lo strato più interno, un tessuto nervoso sottile organizzato in dieci strati. Contiene i fotorecettori, le cellule che trasformano la luce in segnali elettrici. Sono di due tipi. I bastoncelli, circa 120 milioni, sono sensibili anche a poca luce e permettono la visione notturna e periferica, ma non distinguono i colori. I coni, circa 6 milioni, lavorano con la luce intensa e sono responsabili della visione dei colori e dei dettagli fini.

I coni sono concentrati nella macula, una piccola area al centro della retina di circa 5 millimetri. Al centro della macula c'è la fovea, dove si trovano solo coni e dove l'acuità visiva è massima: è il punto con cui leggi, riconosci un volto o infili un ago. Le malattie della macula, come la maculopatia legata all'età, colpiscono proprio la visione centrale e dei dettagli, lasciando intatta quella periferica.

Papilla e nervo ottico

Le fibre nervose della retina convergono in un punto, la papilla ottica, ed escono dal bulbo formando il nervo ottico, che porta i segnali al cervello. Nella papilla non ci sono fotorecettori: è il punto cieco, una piccola zona del campo visivo in cui non vediamo nulla. Non ce ne accorgiamo perché il cervello completa l'immagine e perché i due occhi si compensano a vicenda. Il glaucoma danneggia proprio le fibre del nervo ottico, partendo dalla periferia del campo visivo.

Gli annessi: palpebre, congiuntiva e film lacrimale

Fuori dal bulbo lavorano strutture che spesso si dimenticano. Le palpebre proteggono l'occhio e, con l'ammiccamento, distribuiscono le lacrime sulla cornea. La congiuntiva è la membrana sottile che riveste l'interno delle palpebre e la parte visibile della sclera. Il film lacrimale è uno strato liquido di pochi micron che tiene la cornea idratata, liscia e otticamente perfetta: se è insufficiente o di cattiva qualità, compaiono bruciore, visione fluttuante e intolleranza alle lenti a contatto. È la sindrome dell'occhio secco, uno dei disturbi più comuni in chi passa molte ore davanti a uno schermo.

Come funziona la vista: dalla luce all'immagine

Il percorso della luce è questo. Attraversa la cornea, che la piega per la prima volta, passa per l'umor acqueo e la pupilla, viene messa a fuoco con precisione dal cristallino, attraversa il vitreo e arriva sulla retina. Qui l'immagine si forma capovolta e rimpicciolita. I fotorecettori la trasformano in impulsi elettrici, che il nervo ottico trasporta fino alla corteccia visiva, nella parte posteriore del cervello. È il cervello a raddrizzare l'immagine, a fondere quelle dei due occhi in una sola e a darle un significato. Tutto questo avviene in poche decine di millisecondi.

Occhio senza difetti e difetti visivi

In un occhio senza difetti, detto emmetrope, i raggi luminosi che arrivano da lontano vengono messi a fuoco esattamente sulla retina. Quando questo non succede, si parla di difetto refrattivo.

Nella miopia l'occhio è troppo lungo, oppure cornea e cristallino sono troppo potenti: l'immagine si forma davanti alla retina e si vede male da lontano. Nei bambini la miopia tende ad aumentare proprio perché il bulbo si allunga durante la crescita, ed è per questo che oggi esistono lenti e trattamenti pensati per rallentarla.

Nell'ipermetropia succede il contrario: l'occhio è corto e l'immagine cade dietro la retina. Un occhio giovane compensa con l'accomodazione, a prezzo di affaticamento e mal di testa.

Nell'astigmatismo la cornea ha una curvatura diversa nei vari meridiani, un po' come un pallone da rugby: l'immagine risulta distorta a tutte le distanze.

Nella presbiopia, infine, il cristallino non riesce più ad accomodare e la lettura da vicino diventa faticosa.

Tutti questi difetti si misurano con un esame della vista e si correggono con occhiali, lenti a contatto o, in casi selezionati, con l'ortocheratologia, che rimodella la cornea durante il sonno.

Perché conoscere l'anatomia dell'occhio aiuta

Sapere dove sta il problema aiuta a capire le soluzioni. Se il difetto riguarda la cornea, come nel cheratocono o in un astigmatismo elevato, le lenti a contatto specialistiche danno spesso risultati che gli occhiali non raggiungono. Se riguarda il cristallino, come nella presbiopia, le lenti progressive personalizzate restituiscono una visione comoda a tutte le distanze. Se riguarda la retina o il nervo ottico, come nella maculopatia o nel glaucoma, la diagnosi e la terapia spettano all'oculista, ma gli ausili per l'ipovisione e un'attenta misurazione della vista residua fanno la differenza nella vita di ogni giorno.

Domande frequenti sull'anatomia dell'occhio

Quali sono le parti principali dell'occhio?

Dall'esterno all'interno: cornea, umor acqueo, iride con la pupilla, cristallino, umor vitreo, retina con la macula, e il nervo ottico che collega l'occhio al cervello. Attorno al bulbo lavorano sclera, coroide, corpo ciliare, muscoli oculari, palpebre, congiuntiva e film lacrimale.

Qual è la parte dell'occhio che mette a fuoco?

Due strutture insieme. La cornea fornisce circa due terzi del potere di messa a fuoco ed è fissa; il cristallino fornisce il resto e cambia forma per mettere a fuoco da vicino e da lontano.

Che differenza c'è tra coni e bastoncelli?

I bastoncelli sono molto numerosi, lavorano con poca luce e servono alla visione notturna e periferica, ma non vedono i colori. I coni sono concentrati al centro della retina, hanno bisogno di luce e permettono di vedere i colori e i dettagli.

Cos'è il punto cieco?

È la zona della retina da cui esce il nervo ottico, la papilla, dove non ci sono fotorecettori. Corrisponde a una piccola area del campo visivo in cui non vediamo, che però il cervello e l'altro occhio compensano.

Perché con l'età si vede peggio da vicino?

Perché il cristallino perde elasticità e non riesce più a bombarsi per mettere a fuoco gli oggetti vicini. È la presbiopia, un processo naturale che inizia in genere dopo i 40 anni.

Controllo della vista a Bologna e in Emilia-Romagna

Nei centri Ottica INN di Bologna, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castel San Pietro Terme, Medicina, Faenza e San Giovanni in Persiceto l'esame della vista valuta ogni parte di questo sistema: la curvatura della cornea con la topografia, la refrazione, la qualità del film lacrimale, la pressione oculare e, quando serve, lo stato della retina con la fotografia del fondo oculare. Per prenotare puoi chiamare il Numero Verde 800 222 232 o usare il modulo nella pagina del centro più vicino.

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